MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO ORD. MIL. - scuolafraterna

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MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO ORD. MIL.

IL VESCOVO
L ‘Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia
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Salita del Grillo, 37 - 00184 Roma – 06.6792398 – fax 0647353967

Dichiarazione dell’Ordinario Militare in riferimento a posizioni negazioniste
riguardo al al COVID-19 e relativa campagna vaccinale

Mentre viviamo ancora con apprensione e prudenza il tempo della pandemia, affidandoci nella preghiera al Signore della vita, sento anzitutto il bisogno di ringraziare quanti, nelle Forze Armate e Forze dell’Ordine, hanno operato e stanno operando a servizio del Paese.
Il ruolo dei nostri militari e delle forze di polizia è stato decisivo per gestire il tempo più duro dell’emergenza pandemica, che, avendoci colti di sorpresa, ha richiesto uno sforzo particolare, oltre che da parte del mondo sanitario, anche da parte di chi, come loro, è deputato alla difesa e alla sicurezza dei cittadini. E questo ruolo si rivela decisivo ancora oggi, per assistere le tante conseguenze e le nuove povertà che la pandemia ha creato, per assicurare un ordinato rispetto delle regole emanate dal governo sulla base delle direttive degli organi scientifici, per assicurare al meglio la copertura vaccinale della popolazione.

A tale proposito, tuttavia, si continuano a registrare, anche all’interno del mondo ecclesiale, prese di posizione estreme, in dissonanza con le direttive delle autorità sanitarie e pubbliche nonché in aperto contrasto con le indicazioni della Chiesa: si tratta di pareri espressi e divulgati uomini di Chiesa i quali, peraltro, se ne avvalgono per strumentalizzare campagne denigratorie contro Papa Francesco, creando agitazione e non poca confusione. Tra costoro, recentemente, si registra una missiva con la quale un vescovo, ex nunzio apostolico, noto per le sue esternazioni complottiste, ha esortato alla disobbedienza uomini e donne delle Forze dell’Ordine.

Da Pastore della Chiesa Ordinariato Militare, sento pertanto il bisogno di rivolgermi ai nostri militari, chiamati a un servizio concreto alla gente, per rafforzare il loro impegno e tranquillizzarne le coscienze, riaffermando la posizione della nostra Chiesa in tema di vaccinazione contro il Covid 19, filialmente e decisamente allineata con gli insegnamenti e la testimonianza del Santo Padre.
Ciò che, da militari e da cittadini, ci guida è e deve essere un senso di grande responsabilità.

Si tratta anzitutto di una responsabilità sanitaria e personale, in base alla quale ciascuno è chiamato a custodire la propria salute e la propria vita e, al contempo, a proteggere la salute e la vita altrui, soprattutto delle persone più fragili. «La pandemia ci impone una sorta di “cura di realtà”, che richiede di guardare in faccia al problema e di adottare i rimedi adatti per risolverlo. I vaccini non sono strumenti magici di guarigione, ma rappresentano certamente, in aggiunta alle cure che vanno sviluppate, la soluzione più ragionevole per la prevenzione della
malattia», ha affermato recentemente Papa Francesco (Discorso ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 10 gennaio 2022), il quale, più volte, ha definito il vaccinarsi non solo un dovere ma un «atto d’amore».

C’è poi una responsabilità politica, che richiede ai responsabili di prendere decisioni di prevenzione e immunizzazione, renderle attuabili, cercare di comunicarle adeguatamente, per responsabilizzare i cittadini e combattere quella che il Papa ha definito, accanto alla pandemia, «l’“infodemia”, cioè la deformazione della realtà basata sulla paura, che nella società globale fa rimbombare echi e commenti su notizie falsificate se non inventate». Ma se è vero che «le fake news vanno contrastate» – ha spiegato il Papa - sempre vanno rispettate le persone, che spesso senza piena avvertenza e responsabilità vi aderiscono» (Discorso al Consorzio Internazionale Media Cattolici "Catholic Fact-Checking", 28 Gennaio 2022).

C’è, infine, una responsabilità che potremmo definire solidale e che richiede un impegno della comunità internazionale per assicurare le cure necessarie a tutti, anche in quei Paesi in cui «ricevere cure adeguate rimane un lusso. Lo attesta ad esempio la scarsa disponibilità, nei Paesi più poveri, di vaccini contro il Covid-19» (Francesco, Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato, 11 febbraio 2022).
Cari uomini e donne delle Forze Armate e Forze dell’Ordine, il vostro operato, vi vede esercitare le responsabilità a tutti questi livelli, in tutto il nostro territorio Nazionale come pure nelle Missioni estere a sostegno della pace, ove l’Italia fa arrivare il suo aiuto.

Non vi lasciate confondere né scoraggiare nel portare avanti la vostra missione!
La custodia e la protezione della vita, di ogni vita che vi è affidata, passa anche dal servizio complesso e articolato che state portando avanti nelle diverse fasi di questa pandemia, emergenza mondiale che ha visto e vede ancora il dramma di tanti contagi e di tante morti in solitudine ma che, come ogni dramma umano, riesce misteriosamente a suscitare il coraggio, l’amore e il sacrificio in chi, come voi, continua a curare e a prendersi cura.

Roma, 31 gennaio 2022    + Santo Marcianò

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